Con il disegno di legge di bilancio per il 2026, il Governo introduce un cambiamento rilevante nella tassazione dei dividendi percepiti dalle società. Dal 1° gennaio 2026, il regime fiscale consolidato da oltre vent’anni subirà modifiche sostanziali che impatteranno su come le società tassano gli utili ricevuti da partecipazioni.
Cosa cambia dal 1° gennaio 2026
Attualmente, i dividendi percepiti dalle società concorrono alla formazione del reddito imponibile solo per il 5% del loro ammontare (esclusione del 95%). Con la nuova normativa, questo beneficio fiscale sarà riconosciuto solo alle società che detengono almeno il 10% di partecipazione diretta nella società distributrice al momento della delibera di distribuzione.
Chi è interessato dalle nuove regole
Le nuove disposizioni si applicano alle società di capitali e alle società di persone. Per le partecipazioni che non raggiungono la soglia del 10%, i dividendi concorreranno per intero (100%) alla formazione del reddito imponibile. Restano invece invariate le modalità di tassazione per le persone fisiche.
Partecipazioni indirette e dividendi esteri
Il requisito del 10% può essere raggiunto anche tramite partecipazioni indirette detenute attraverso società controllate, applicando l’effetto demoltiplicativo lungo la catena di controllo. I criteri valgono anche per i dividendi di fonte estera.
Decorrenza: conta la data della delibera
Le nuove regole si applicheranno alle delibere di distribuzione adottate dal 1° gennaio 2026, indipendentemente dalla data di effettivo pagamento. È quindi la data della delibera assembleare a determinare il regime fiscale applicabile, non il momento del versamento materiale del dividendo.
Cosa fare prima del 31 dicembre 2025
Per chi detiene partecipazioni inferiori al 10% e prevede di ricevere dividendi, potrebbe essere opportuno valutare operazioni straordinarie o delibere anticipate entro fine anno, per beneficiare ancora del regime attuale più favorevole.
Lo Studio RCG rimane a disposizione per analizzare la posizione specifica di ciascuna società e valutare eventuali interventi da adottare entro il 31 dicembre 2025.